L’UOMO DEL VENERDI’

Testo e Musica di M. LOCASCIULLI 

© 1975 Edizioni Musicali Nike – BMG Ricordi 

Risuona la campana raccoglie i suoi frammenti
Ricompone la figura l’uomo del Venerdì
Nei vicoli deserti ombre vestite a festa
Aspettano l’esplosione che certo non tarderà


Una carrozza d’oro compare per incanto
Mille cavalli alati vengono giù dal cielo
Le mura del manicomio diventano la corte
Le celle d’isolamento una reggia senza fine


La mente scomunicata trova la via d’uscita
È l’ora di un miserabile diventato re


E il re cammino fiero vuoto del suo passato
Vive di quel presente che s’è creato lui
Nei vicoli deserti ombre vestite a festa
Contano alla rovescia i minuti del Venerdì


E cantano le dame i buffoni e i cavalieri
L’inno senza freno alla gloria del padrone
Padrone della vita padrone della fede
Padrone dell’amore padrone della morte
Il tempo perde la dimensione
Di tutto l’universo il padrone è solo lui


Nei vicoli deserti ombre vestite a festa
Conoscono da sempre la storia del Venerdì
Se aspettano in silenzio ci deve essere una ragione
L’ora di Cenerentola non dura un’eternità


Le ombre vestite a festa riprendono la forma
E il conto alla rovescia finisce proprio lì
È un lampo l’esplosione e la mente si frantuma
Era di un miserabile per un istante solo re